Certificazione energetica degli edifici. L’autodichiarazione non è più possibile

Scritto da il 29 dicembre 2012
Certificazione energetica degli edifici. L’autodichiarazione non è più possibile

Da dicembre 2012 ci sono alcune novità nella certificazione energetica degli edifici. I proprietari di un immobile, infatti, non possono più ricorrere all’autodichiarazione di prestazione energetica dell’immobile in sostituzione dell’ACE.

Per rimediare alla procedura di infrazione, avviata della Commissione Europea, ed alla successiva richiesta di condanna per attuazione incompleta della direttiva europea sull’efficienza energetica, le linee guida nazionali sulla certificazione energetica degli edifici sono state modificate.

Per chi crede nella possibilità di riqualificare il patrimonio edilizio esistente in termini di maggiore sostenibilità, il cambiamento positivo più evidente è, appunto, l’abrogazione della possibilità di ricorrere alla autodichiarazione da parte del proprietario. Viene meno, così, uno strumento che rendeva oggettivamente difficile la valutazione delle prestazioni energetiche. Per essere obiettivi, c’è da immaginare che probabilmente nella pratica non cambierà molto. Numerosi certificati continueranno ad essere documenti redatti alla meno peggio, esclusivamente per adempiere un obbligo amministrativo, almeno fino a quando non saranno rimossi gli altri ostacoli che frenano la certificazione energetica obbligatoria.
L’ auspicio è che l’obbligo di redigere un certificato spinga i locatori o i venditori di immobili più attenti ad interrogarsi sulla qualità del bene messo sul mercato e su come potrebbero migliorarne le prestazioni e conseguentemente il valore economico.

La notizia meno confortante è che altri limiti della certificazione energetica degli edifici rimangono invariati, in particolare:

  • I requisiti professionali e i criteri per garantire l’indipendenza dei soggetti certificatori sono sempre vaghi
  • La valutazione delle prestazioni energetiche estive rimane (in alcuni casi) facoltativa e consiste solo in una valutazione qualitativa delle caratteristiche costruttive, senza considerare la misura del confort. Con le caratteristiche climatiche della penisola italiana e considerando che il riscaldamento globale è un dato ormai acclarato, l’implementazione della valutazione delle prestazioni estive potrebbe fornire informazioni più precise sulla qualità energetica degli immobili premiando chi investe nella ottimizzazione anche di questo aspetto.

Per questi motivi la certificazione energetica nazionale, da sola, non può ancora qualificare e differenziare un immobile sul mercato. Di conseguenza, per chi vuole effettivamente distinguersi sul mercato, probabilmente la scelta migliore è ricorrere ad un sistema di certificazione volontaria come ad esempio la certificazione CasaClima.

Quando l’ACE è necessario
Certificazione energetica degli edifici

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